
Ricordi nella tua infanzia dei ragazzi come quelli che vedi nella pittura? Credo di sì, e anch’io. Da piccolo, c’erano alcuni ragazzi che noi non vedevamo molto spesso fra quelli ragazzi che frequentavano la strada. Invece di giocare con i coetanei, la maggior parte delle volte stavano in casa e giocavano con i giocattoli. Oppure, prendevano lezioni di musica (piano, viola per esempio) o andavano ai club di tennis con i loro genitori. Si sa che questo tipo di vita era preferito dai loro genitori, non era una scelta loro. Così, se i loro genitori gli chiedevano, ogni volta, preferivano giocare con i pari invece di fare un altro corso.
Un attimo, supponiamo che siano riusciti ad uscire a giocare con i loro coetanei. Sembrerebbero come il ragazzo nella foto, no? Per esempio, i loro vestiti sarebbero stati molto puliti e in ordine, adatti per andare al picnic con la grande famiglia ma non per giocare di sicuro. Anche i loro vestiti erano sufficienti per capire che non appartenevano alla strada. Ecco perché, i ragazzi che frequentano la strada non perderebbero l’occasione e correrebbero a divertirsi con loro. Puoi immaginare lui come pivello tra gli altri ragazzi, vero?
Anche Caravaggio ci mostra un ‘ragazzino’ come quello che ricordiamo nella nostra infanzia, quando lui stesso era ventenne, cioè quando era solo un ragazzino. Forse, lui stava pensando a sestesso mentre lo dipingeva oppure ha vissuto quella scena in strada. Sceglierei la seconda opzione siccome mentre guardo la sua pittura divento anche io un ragazzino e cominciamo a vagare per le strade di Roma.
Secondo me, Caravaggio potrebbe essere una volpe. Non so come lui sia riuscito a catturare la scena. Immagino che stiamo guardando la scena dietro un muro. Mi avverte di tacere: “Sss!”. Il ragazzino e i due bari non possono vederci ma invece noi li possiamo guardare esattamente in quel momento: il momento della truffa. Mentre uno dei bari nasconde la mano dietro la schiena, noi commentiamo ridendo: “vedi, vedi?”. Ci piace assistere al gioco. È sia segreto che proibito, come una marachella nascosta alla madre. Quando siamo tornati, forse le abbiamo raccontato quello che è successo, forse no, chissà?
È sicuro che non potremmo essere sempre abbastanza fortunati da guardare in silenzio dietro il muro. A volte la scena rimane dietro il sipario, non possiamo guardarla anche se lo vogliamo. Moriamo della curiosità. Eh, in una situazione come questa, per esempio, “pagliacci di Shakespeare” sono venuti in nostro soccorso. Oppure, un fotografo ci mostrerebbe quelle le cose che rimane dietro il sipario, in altre parole le cose che rimangono segrete.
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